Raggiungi il rifugio in Mountain Bike:

- Da Mattie, Borgata Giordani - 2h 15'


Percorrendo la statale n° 24 in valle Susa, giunti al semaforo di Bussoleno si prende a sinistra seguendo l’indicazione per Mattie e raggiungendo la borgata Giordani. Superato il ponte sul rio Gerardo si può lasciare l’auto presso l’ampio slargo a margine della strada.
Ci si inoltra salendo ripidi tra le case della borgata e, prima di raggiungere la chiesetta, si prende a sinistra la via Rio Gerardo. Al fondo, presso l’ultima casa, parte sulla destra la mulattiera che porta all’alpeggio abbandonato di La Comba. Non segnalata e tantomeno segnata, la traccia che si prende sale da subito ripida costeggiando inizialmente il rio che di sotto si sente mormorare. Ad un lungo traverso ascendente nel castagneto segue la svolta che porta ad un primo pilone votivo oltre il quale un sentiero staccandosi conduce direttamente al sentiero GTA e poi all’alpeggio delle Toglie. Sempre proseguendo invece sulla traccia principale si raggiungono i prati e poi il primo insediamento di Cugno Inferiore e in seguito Cugno Superiore. Sui muri si trovano date che vanno dal 1777 al 1854 e anche qui s’erge un pilone votivo. Continuando sulla traccia che riprende a salire  si raggiunge Cugno Rifero, il meglio conservato, con alcune baite ristrutturate. Sbiaditi segni blu segnano ora la traccia che oltre riprende a salire. Superata una vecchia canaletta dell'acqua, si traversa lungamente sul versante precipitante sul sottostante rio Gerardo sino a che la pendenza si attenua quando si affronta un tratto in piano in un fitto bosco umido costeggiando le rovine di Uglio. Al termine di una ripida salita ci si immette in una valletta piana alla sommità della quale s’apre la luminosa conca dove sorge l’alpeggio di La Comba. Per i ruderi di questo alpeggio transita il 521, il Sentiero dei Franchi. Per raggiungere Pian Cervetto ed il rifugio Amprimo si prende ora la traccia che sale la ripa della conca a cui segue un tratto in piano che porta a scendere al rio Gerardo che si supera su un ponticello di tronchi. Oltre si risale di poco affrontando in successione tre grandi piani guadagnando infine la cima della dorsale morenica, assai panoramica, dalla quale si scende in breve alla radura dove sorge il rifugio.

 

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